Salta il menu di scelta rapide e vai al contenuto

Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

Torna alle scelte rapide

Lettera aperta del Commissario Straordinario

Professor Gian Luigi Pillola

 

Cari lettori,

 il 4 dicembre scorso, mentre il mondo delle miniere festeggiava la Santa Barbara, un geologo (che condivide la stessa Patrona!) con inaspettata sorpresa, è stato nominato Commissario del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna.

 La rapidissima diffusione della notizia ha generato una valanga di felicitazioni. Queste, pervenute con diversi mezzi, mi hanno talora commosso e riempito di gioia. A questa prima fase è sopraggiunta una più fredda analisi che mi ha consentito di realizzare la complessità di questo incarico di prestigio.

 Questo impegno si aggiunge alla mia densissima attività di docente universitario, ricercatore e divulgatore, che svolgo sempre con lo stesso entusiasmo (anche se l’anagrafe non perdona…). Il mio entusiasmo, congiuntamente alla conoscenza del Territorio, agli obiettivi abitualmente perseguiti nei geoparchi e in numerose realtà di sviluppo sostenibile in giro per il Mondo, posso e devo impiegarlo anche nella nostra Isola.

 - o -

 La popolazione e le istituzioni attendono ora una ripresa tangibile delle attività e dei ruoli propri al Parco. Per me si tratta non solo di pensare a una chiara e condivisa progettazione a breve, medio e lungo termine per lo sviluppo del Parco ma anche immergermi in un mondo di burocrazia e di rapporti umani irti di difficoltà.

La parte di creatività, supportata dalla conoscenza scientifica del territorio e della sua storia, deve convivere con la delicata missione di mediare opinioni ed esigenze provenienti da tutti voi.

 Queste considerazioni mi confortano nell’idea, insita nel mio modo di pensare, di vegliare al costante ascolto delle opinioni di tutti i cittadini che vivono nel territorio e che, in momenti così difficili, auspicano soluzioni rapide ed efficaci.

Ho intenzione di convocare al più presto tutti i Sindaci e le Associazioni per raccogliere le esigenze e le proposte scaturite dalle sintesi da essi elaborate e sottoscritte. Questo permetteràdi avere traccia di quanto la popolazione e le professionalità che sono presenti nel Parco avranno espresso democraticamente.

 Dalle notizie circolate negli anni passati si può evincere la presenza di problemi ormai cronici (progettualità spesso non coordinata, mancanza di una organizzazione del personale, inadeguatezza delle risorse finanziarie, limitate ricadute economiche sul Territorio, etc. …). Questo ha portato spesso al disamoramento da parte dei cittadini e alla perdita di quella fiducia riposta in vista di una riconversione e rinascita del Territorio, nel senso più ampio del termine, e non solo nelle aree di stretta pertinenza del Parco.

Il Consorzio del Parco Geominerario, con le Associazioni, emanazioni e collaboratori, deve assumere e ampliare il ruolo di trait d’union fra le popolazioni, le loro attività e le istituzioni.

 In pratica, una volta chiariti una parte degli innumerevoli aspetti burocratici (non ultimo il mio ruolo, da svolgere, a quanto pare, come incarico onorifico …), intendo procedere in parallelo, secondo un ordine di priorità nell’affrontare le prossime attività sia per quanto riguarda l’organizzazione sia per la realizzazione dei progetti qualificanti.

 Gli aspetti sui quali veglierò in maniera costante? Metterò al primo posto la qualità e la trasparenza, in tutti i campi.

 Alcuni problemi necessitano soluzioni urgenti poiché le scadenze imposte sono alle porte, mentre altri meritano una più profonda meditazione e razionalizzazione delle risorse in funzione dei progetti da realizzare, ovviamente in conformità con gli obiettivi sanciti nello statuto del Parco.

 Quando parlo di “urgenti”, mi riferisco a problemi quali gli ormai noti “Cartellini Gialli” attribuiti dalla rete europea/globale dei geoparchi (EuropeanGeopark Network e Global Geopark Network). Da una visione della documentazione in possesso, posso già da ora assicurarvi che non tutto è perduto. I maggiori problemi risiedono da una parte nell’inflessibilità legislativa a livello governativo e dalla ormai rigida posizione dell’EGN e GGN, dall’altra la non osservanza nel tempo di alcune delle raccomandazioni suggerite/imposte al Parco.

Sono abituato alla schiettezza e non posso nascondervi che una parte di responsabilità (forse tutta) è nostra.

 Il compito principale del Parco Geominerario consiste nella salvaguardia e nella valorizzazione del patrimonio storico legato alle attività estrattive e del patrimonio geologico. La vastità del territorio, la grande varietà e valore delle peculiarità geologiche e l’enorme quantità di testimonianze legate all’attività umana, sono le punte di diamante del Parco e, contemporaneamente, tale abbondanza rende il lavoro ancor più complesso. Una selezione deve pertanto realizzarsi, con l’impegno di salvaguardare il massimo.

 La migliore valorizzazione dei geositi e delle aree minerarie deve obbligatoriamente raggiungere degli standard qualitativi internazionali. Solo questo tipo di approccio può generare una reale risorsa economica e garantire la conservazione dei beni.

Il raggiungimento dei requisiti qualitativi è legato inizialmente al reperimento di risorse e al rispetto dei beni. Solo dimostrando di lavorare seriamente sull’esistente e sui progetti futuri si può ipotizzare di presentare altre richieste di risorse. Questo è un momento favorevole per usufruire degli ingenti finanziamenti del programma Horizon 2020 e di tante altre opportunità offerte dalla Comunità Europea e dalla Regione Sardegna.

 Questa costruzione del futuro immediato non può prescindere da una maggiore presenza nel territorio di responsabili di settore, di punti informativi/musei locali e di personale dedicato alle più classiche attività praticate nei geoparchi. Inoltre, una struttura di coordinamento che pretende e deve essere l’organo preposto alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio geologico-minerario, non può esimersi dal contare su uno staff permanente di elevata professionalità proporzionato alla mole di lavoro richiesto.

 Credetemi, se il Parco sarà dotato il più rapidamente possibile di tutti gli elementi indispensabili per una struttura di questo rango, le ricadute economiche sull’intero territorio non tarderanno ad arrivare. Molti cittadini hanno i requisiti necessari per “fare impresa” e produrre reddito!

 Troppo spesso la mancanza di rispetto del territoriomi spaventa…, una scarsa attenzione a tutti i livelli, non ultimo quello dei semplici cittadini.

Cominciamo da oggi a non distruggere il nostro ambiente circostante.La nostra Terra ci ha fatto vivere per tanto tempo e, se ci impegneremo, continuerà a sostenerci, non ci lascerà più partire in così tanti, ormai troppi …

 Un abbraccio sincero,

 Gian Luigi Pillola