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Eventi

34 anni fa il disastro della Val di Stava

 

Iglesias, 15 luglio 2019

Il prossimo 20 Luglio il Comune agricolo di Samassi ricorderà la tragica morte di alcuni suoi concittadini deceduti nella tragedia mineraria della Val di Stava del 1985.
Noi che conosciamo i luoghi di miniera sappiamo che Samassi nulla ha che fare con le attività estrattive se non perché molti Samassesi, come accaduto in altri comuni della piana del Campidano, hanno lavorato nelle vicine miniere di Montevecchio ed Ingurtosu.
Non pochi di questi uomini hanno poi lasciato la loro terra per andare a lavorare in altre miniere, ciò in virtù della professionalità acquisita nelle viscere della nostra terra. Fatiche e sacrifici ne avevano forgiato la tempra, rafforzando la loro notevole conoscenza del sottosuolo. Per queste ragioni molti minatori furono richiesti in altre miniere e cave in Italia e all’estero.
L’allontanarsi dal paese natio comportava inesorabilmente, dopo il primo trasferimento del minatore, il raggiungimento della famiglia. E’ quanto accadde anche ai minatori sardi e alle loro famiglie che avevano scelto di vivere presso la Miniera di Prestavél in Val di Stava, nella Provincia Autonoma di Trento.
Si trattava di una miniera sfruttata sin dal XVI secolo per la produzione di galena argentifera. Dal 1934 l’interesse estrattivo si era quindi rivolto ad alcuni importanti filoni di fluorite. Gestita dalla Montecatini dopo la seconda guerra mondiale, gli impianti si articolavano in due sezioni: quella estrattiva delle gallerie e quella della flottazione con due bacini di decantazione, posizionati al di sopra dell’abitato di Stava.
Uno di questi ultimi elementi fu la causa della grande tragedia del 19 luglio 1985. Il suo argine superiore cedette improvvisamente alla formidabile spinta della miscela di acqua e fango provenienti dalla laveria. Quasi 170 mila metri cubi di fanghi fluidi si abbatterono  sull’abitato di Stava ove perirono sul colpo 268 persone.
Fra le tante vittime cinque erano sarde, quattro donne ed un uomo: Annamaria Soro 59 anni di Sassari;  Luciana Segura di 21 anni, di Samassi; Maria Rosaria Ptzalis di 21 anni, di Samassi; Maria Assunta Cara di 24 anni di Samassi e Mariano Scano di 38 anni, di Samassi.
Quel drammatico evento ci rammenta un altro lontano, grave incidente. Il 4 Maggio del 1871 presso la Miniera di Montevecchio, nel Cantiere “Azuni”, il repentino crollo del deposito delle acque travolgeva, uccidendole, 11 persone tra donne e bambine, che lavoravano come cernitrici. La morte le aveva colte nel sonno nella loro baracca sulla quale incombeva il deposito con i suoi 80 metri cubi d’acqua necessari al funzionamento della vicina laveria.
La comunità di Samassi non dimentica le vittime di Stava, nonostante i trentaquattro anni trascorsi. La miniera, nel bene o nel male, è ancora parte viva delle nostre comunità territoriali.

Prof. Tarcisio Agus

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