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Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

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La Miniera di Seddas Moddizzis e il Villaggio "Asproni"

 

Banner Asproni

 

Poco lontano dall’abitato di Gonnesa, immerso nella natura di un dolce paesaggio collinare, si trovano gli affascinanti ruderi delle costruzioni che un tempo fecero parte del “Villaggio Asproni”. Si tratta di un complesso nato in funzione dello sfruttamento della vicina Miniera di Sedda Moddizzis.

La miniera

La zona che circonda la Miniera di Seddas Moddizzis fu interessata da attività minerarie fin dal 1868 quando un gruppo di piccoli imprenditori costituiva la Società di Seddas Moddizzis nell’intento di esplorare il territorio a sud del Monte San Giovanni che si riteneva promettente per l’estrazione della galena argentifera. Fu tuttavia la calamina, uno dei principali e più diffusi minerali di zinco, a far la fortuna della miniera. Infatti, fu con il valente Ingegnere Giorgio Asproni, giunto in qualità di responsabile tecnico della miniera, che dal 1885 le attività estrattive conobbero un notevole impulso. Sotto la direzione dell’esperto Ingegnere si avviò l’estrazione sistematica e la lavorazione della calamina, all’epoca assai richiesta dal mercato. Questi realizzò due nuovi forni di calcinazione e razionalizzò il lavoro e le diverse attività industriali che in pochi anni giunsero ad estrarre oltre 100 mila tonnellate di minerale interamente trattato nella vicina laveria idrogravimetrica, attiva fin dal 1893 in località Serra Scoris. Tra il 1905 ed il 1911 l’Asproni si assicurava la proprietà esclusiva della miniera. Oltre duecento tra minatori e donne addette alla cernita operavano ormai nella miniera, con risultati che progressivamente miglioravano grazie alla conduzione attenta delle coltivazioni.

Giorgio Asproni

Nato a Bitti nel 1841, pioniere dell'industria mineraria in Sardegna, Giorgio Asproni è oggi considerato uno dei più importanti e validi tecnici minerari della storia mineraria italiana. Nipote dell’omonimo e più noto politico, era laureato in Matematica e Ingegneria e specializzato in Mineralogia. Accanto alle attività industriali curò quelle di interesse pubblico. Nel 1896 fondò a Iglesias l’Associazione Mineraria Sarda di cui fu Presidente per alcuni anni. Fu quindi membro della Giunta della Camera di Commercio e Arti di Cagliari con la carica di Vicepresidente nel biennio 1907-1908. Convinto della necessità di migliorare le competenze tecniche del personale impiegato nelle attività estrattive, assunse l’onere economico della costruzione dell’Istituto Tecnico Minerario di Iglesias, ancora oggi a lui intitolato. Si spense a Iglesias nel 1936.

Il villaggio

Allo scopo di facilitare il lavoro e nello stesso tempo trarre il massimo profitto dalle diverse attività, l'Asproni concepì e realizzò un vero e proprio villaggio minerario autosufficiente. Provvide alla costruzione di una nuova strada adatta al transito dei carri, furono edificate case coloniche dotate di caminetti per le famiglie dei minatori e degli impiegati, l’edificio della direzione, quello destinato ad ospitare la famiglia del proprietario e del direttore con un ampio cortile e una vasta cantina, la riserva idrica, la chiesa dedicata a San Giorgio, lo spaccio. Ai dipendenti fu affidata la coltivazione della terra e il taglio dei boschi, il che consentì di aggiungere agli introiti della miniera i ricavi della vendita del legname e dei prodotti agricoli.

L’epilogo

Con la crisi economica scatenatasi al termine della Prima Guerra Mondiale, la miniera di Seddas Moddizzis, come altre del bacino minerario iglesiente, fu interessata da tensioni e scioperi. Pur non essendo al passo con i tempi, gli impianti furono attivi per un’altra quindicina di anni. Dopo la scomparsa dell’Asproni, nel 1936 la miniera fu acquisita dalla Società Monteponi che, grazie anche a nuovi aiuti economici dallo Stato, provvide a modernizzare e ampliare gli impianti. Furono chiusi i cantieri più vecchi e ne furono aperti di nuovi, fu portata l’elettricità e l’acqua corrente nel villaggio, entrò in funzione una nuova e più efficiente laveria e le condizioni di lavoro in galleria furono sensibilmente migliorate. Le difficoltà del secondo dopoguerra innescarono un nuovo periodo di crisi che con alterne vicende si protrasse fino al 1963, quando gli impianti furono definitivamente chiusi ed il villaggio abbandonato e consegnato al silenzio della natura.

 

Villagio Asproni

Una veduta dell'affascinante Villaggio "Asproni"

 

Residenza Asproni

Il monumentale edificio che ospitava la famiglia Asproni. Nella parte centrale è visibile una torre a tre piani con aperture ad arco acuto e circolari e conclusa con merli in stile neomedievale

 

Asproni/Monofore

Eleganti aperture ad arco acuto all'interno dell'edificio

 

Il funzionale edificio della Direzione. Il fabbricato è a un piano concluso da una cornicione a dentelli in mattoni. Il medesimo motivo a dentelli in mattoni orna le cornici di porta e finestre ad arco ribassato con decorazioni che richiamano un Liberty geometrizzato

 

Chiesa di San Giorgio

La Chiesa intitolata a San Giorgio. Notare il campanile a vela a doppio fornice

 

Interno chiesa

L'interno della chiesa come si presenta oggi. Sullo sfondo si riconosce il presbiterio ove era collocato l'altare

 

Seddas Moddizis Incidente

La denunzia da parte del Direttore della Miniera di Seddas Moddizzis al Reale Corpo delle Miniere a Iglesias di un incidente avvenuto in una delle gallerie il 29 dicembre 1906

(Arch. Associazione Mineraria Sarda)

 

Istituto Asproni

L'Istituto tecnico Minerario intitolato a Giorgio Asproni in una immagine degli anni 50 del secolo scorso

 

Istituto Asproni

L'elegante ingresso dell'Istituto Asproni, oggi

 

Giorgio Asproni

Un ritratto dell'Ingegner Giorgio Asproni 

Bitti, 3 novembre 1841 - Iglesias, 6 marzo 1936

(Arch. Associazione Mineraria Sarda)

 

Un gruppo di soci dell'Associazione Mineraria Sarda. Seduto in prima fila si riconosce il Presidente Giorgio Asproni

Un gruppo di soci dell'Associazione Mineraria Sarda. Seduto in prima fila, terzo da destra, si riconosce il Presidente Giorgio Asproni

(Arch. Associazione Mineraria Sarda)

 

  

A cura del Consorzio del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna

Testi, fotografie e documentazione storica, Alberto Monteverde - Arch. Associazione Mineraria Sarda