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Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

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L’Ingegnere tedesco Karl Marx e la Miniera di Gutturu Pala

 

 

Poco si conosce intorno alla leggendaria figura dell’ingegnere tedesco Karl Marx, tecnico competente e preparato, che nella seconda metà dell’800 ebbe un ruolo di primo piano nel quadro della febbrile attività che animava gli impianti minerari dell’iglesiente. 

Esclusa qualsiasi parentela con l’omonimo e ben più noto filosofo, le notizie sul suo conto sono poche, talvolta confuse e contraddittorie.

Alcuni dati significativi emergono dalle matricole del Grande Oriente d’Italia ove risulta che egli fu iscritto alla Loggia Massonica Ugolino di Iglesias, pur non compartendo nelle matricole a partire dal 1899, perché forse in sonno.

La Massoneria a Iglesias

Il dato appare di particolare interesse dal momento che, oltre a gettare un poco di luce sulla sua persona, manifesta l’importanza che la Massoneria andava acquisendo in Sardegna nella seconda metà del XIX secolo. La presenza dell’Associazione è certificata  nell’Isola a partire dal 1861, forse importata da alti burocrati e impiegati del nuovo stato unitario ma anche, pare, da alcuni sacerdoti ridotti allo stato laicale.

L’Iglesiente era interessato all’epoca dal fervore delle attività di sfruttamento delle cospicue risorse minerarie, favorite dalle innovazioni tecniche che consentivano la realizzazione di impianti moderni e all’avanguardia. Attirati dalle possibilità di lavoro e dai considerevoli guadagni promessi dalle industrie estrattive, giungevano dal continente tecnici, maestranze, imprenditori e commercianti, ma anche avventurieri reduci delle Patrie Battaglie. Saranno proprio tali figure ad introdurre a Iglesias la nobile istituzione.

Nel novembre del 1871, su iniziativa della Loggia Libertà e Progresso di Cagliari, che non caso esibiva a piedilista il prestigioso nome di Enrico Serpieri, industriale minerario e Presidente della Camera di Commercio di Cagliari, alzava le colonne a Iglesias la Loggia Ugolino, intitolata a Ugolino della Gherardesca, signore dell’antica Villa di Chiesa.

Dagli elenchi del GOI contenenti i nomi dei fratelli attivi nel 1874, una quarantina in tutto, si evince che alla Ugolino maggiormente rappresentato era il ceto impiegatizio delle miniere, sebbene fossero presenti anche commercianti e funzionari delle istituzioni locali. Primo Maestro Venerabile fu Francesco Sanna Nobilioni, fondatore e direttore della “Gazzetta di Iglesias”, cui subentrò Giuseppe Candolle, direttore del Banco di Cagliari. Tra i nomi figuravano quelli di Lorenzo Ottelli, commerciante, Alessandro Begaux, tecnico delle miniere, Michele Sorgia, Cancelliere della Pretura, Federico Aru Loffreddu, Segretario Comunale.

Nel 1881, forse  causa della disaffezione dei fratelli o verosimilmente a causa del notevole innalzamento delle tasse di capitazione stabilito nel 1880 da Adriano Lemmi, Tesoriere del GOI e successivamente Gran Maestro, la Ugolino abbatteva le colonne. Un triste destino condiviso con le altre Officine isolane che di fatto decretava la momentanea scomparsa della Massoneria in Sardegna.

Un uomo riservato, un tecnico d’eccezione

La presenza dell’Ingegnere Marx certo gratificava il piedilista della Ugolino sebbene ben poco di lui sapessero i confratelli. Il tecnico era poco noto anche fra i membri della prestigiosa Associazione Mineraria Sarda, della quale era socio. Così lo commemorava il Presidente Antonio Ferrari nell’Assemblea Generale del 20 gennaio 1901: “Egli era in Sardegna dal 1875, ed era stato fra i primi che aveva introdotto nell’Isola, dalla terra di Germania dove era nato, l’industria della preparazione meccanica dei minerali che in Germania è sorta per la prima volta; egli è stato fra i maestri alla schiera che diffuse e sviluppò quest’industria in Sardegna. Dalle laverie passato alle miniere, si stabilì a Gutturu Pala, dove visse ritirato fino all’ultimo giorno di sua vita. Passò tristi giorni quando tutta l’industria mineraria subiva una crisi gravissima, ed ora che la sua energia aveva trionfato e che incominciava appena a raccogliere i frutti della sua attività, si spense lontano dalla sua terra, lontano dai suoi”.

Emerge il quadro di un uomo alquanto chiuso in sé stesso. Si dice avesse per amico un corvo che lo seguiva in volo nei suoi spostamenti, attendendolo appollaiato in cima al campanile della chiesa di Fluminimaggiore fino al suo arrivo al termine della giornata di lavoro.

Carlo Marx era nato nel 1849 a Nauborn, in Germania, da Corrado ed Elisabetta Uffman. Giunto nell’Isola i primi anni ‘70 dell’800, ebbe modo di cominciare la sua brillante attività professionale nelle nuove coltivazioni di Gutturu Pala.

La concessione di Gutturu Pala o Pubusinu

In seguito ad approfonditi e confortanti studi preliminari, Luigi Mercalli, rappresentante per la Sardegna della “Gonnesa Mining”, aveva ritenuto opportuno avanzare al Sovrano la domanda per la concessione della miniera denominata Gutturu Pala o Pubusinu in agro di Fluminimaggiore  per l’estrazione di piombo e zinco. La Commissione del Distretto si insediò per una settimana nella zona allo scopo di verificare il piano minerario, rilevando i punti basilari, le coerenze e i toponimi necessari a delimitare la nuova concessione.

Il 7 giugno del 1872 fu redatto il verbale di scoperta a Pubusinu. In calce all’importante documento, fra le varie firme, compariva quella dell’ingegnere Karl Marx. Meno di un anno dopo, il 27 febbraio del 1873, il Re Vittorio Emanuele II firmava la concessione.

Il nuovo ed importante cantiere poté dunque avvalersi subito delle brillanti capacità del giovane Ingegnere tedesco, preparato professionista, capace di affrontare i lavori con competenza e decisione. Il Marx approfondì le ricerche sulla concessione nell’intento di rendere gli impianti del cantiere minerario più moderni e rispondenti alle esigenze del tempo. Concepì la miniera come una grande industria. Ebbe l’intuizione di rendere più agevole l'ingresso alle gallerie e agli scavi collegando tra loro i vari livelli dotandoli di camminamenti, di scale in ferro inchiodate alle pareti rocciose e di gradinate. Ancora oggi a Gutturu Pala sono visibili i ruderi dei grandi forni di calcinazione.

A dispetto del piglio professionale e del carattere ombroso, si trattava di un uomo capace di suscitare viva simpatia, il che lo portò a guadagnarsi in breve il rispetto delle maestranze e della comunità fluminese. Nel suo impegno professionale l’ingegnere d’oltralpe trovò sostegno e collaborazione nel responsabile della società mineraria, l’ingegnere Angelo Lambert, tecnico di grande capacità, organizzatore eccezionale e intelligente, che portò l’industria estrattiva a competere con quella europea.

Sebbene assai preciso e rigoroso, sembra che Marx serbasse un grande rispetto per i minatori e gli operai. Nonostante il carattere riservato, vantava infatti non pochi amici. Fra questi, forse il più vicino e caro, era il Canonico Don Onorio Melis con il quale spesso si addentrava nella fitta e profumata macchia iglesiente per proficue battute di caccia.

In riconoscimento delle non comuni qualità, Marx ebbe l’incarico di primo direttore della Miniera di Su Zurfuru, sempre a Fluminimaggiore. Nel 1889 passava sotto la Vittoria Mining Company Limited e dal 1891 prestava la sua opera alla United Mines Company Limited.

La fine

Nel corso della sua permanenza in Sardegna non ebbe modo di prender moglie. Per motivi imprecisati, il 16 dicembre 1900, spirò all’età di soli 51 anni nella sua sobria casa di Gutturu Pala. Il decesso fu certificato dal medico Dottor Ubaldo Petrelli, anch’egli suo buon amico.

Fu sepolto nel Cimitero Monumentale di Iglesias. Nel viale detto “dei bambini” è ancora oggi visibile un elegante obelisco fasciato da una greca, sul quale è inciso un ramo di palma. In cima è appollaiata una elegante civetta. Sul basamento un piccone, un palanchino e una lampada a petrolio rammentano l’attività del defunto, mentre la greca e la civetta in maniera eloquente indicano l’appartenenza alla Massoneria.

Su una lastra di marmo bianco si legge:

Per ricordo / di Carlo Marx Ingegnere / che dopo trent’anni / di perseverante lavoro / nelle miniere sarde / morì a Gutturu Pala / il 16 dicembre 1900 / la Società The United Mines / e gli amici / posero.

Secondo alcuni non si tratterebbe della sua vera sepoltura bensì di un cenotafio, poiché la sua salma sarebbe stata inumata altrove. Sono tuttavia i registri del Campo Santo a fugare ogni dubbio. Alla data del 20 dicembre 1900 è riportata la seguente nota: “Conferito il cadavere numero 28 di Marx … Ingegnere”.

In quel semplice fazzoletto di terra sicuramente riposa uno di quei non pochi che, fattisi Sardi tra Sardi, seppero amare e illustrare la terra che li accolse.

 

L'abitato di Fluminimaggiore nel 1908

L'abitato di Fluminimaggiore nel 1908

 

Cimitero Monumentale di Iglesias. Viale detto “dei bambini”. Monumento funebre in ricordo dell’Ingegnere Carlo Marx

Cimitero Monumentale di Iglesias. Viale detto “dei bambini”. Il Monumento funebre in ricordo dell’Ingegnere tedesco Karl Marx

 

La raffigurazione del piccone martello, strumento di lavoro usuale dei minatori

Alcuni significativi dettagli delle raffigurazioni presenti sul monumento. Il piccone-martello, strumento di lavoro usuale dei minatori

 

La lampada a olio, inseparabile compagna del minatore

La lampada a olio, inseparabile compagna del minatore

 

La raffigurazione della civetta. Con quella della foglia di palma allude all'affiliazione di Marx alla Massoneria

La raffigurazione della civetta. Con l'immagine della foglia di palma si allude all'affiliazione di Marx alla Massoneria

 

Una veduta di Fluminimaggiore negli anni 60 del secolo scorso

Una veduta di Fluminimaggiore negli anni 60 del secolo scorso

 

 

Testi, fotografie e documentazione storica, Alberto Monteverde