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Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

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La Miniera di Monteponi

 

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Quello che un tempo fu il grandioso centro minerario di Monteponi, fra i più importanti della Sardegna, si sviluppa sui giacimenti colonnari dei calcari cambrici formati da gigantesche colonne isolate alte centinaia di metri.

Risale all’agosto del 1324 la prima menzione del sito. Il testamento del pisano barone Berto da San Miniato, imprenditore minerario ante litteram, ricordava la località Monte Paone dove già si estraevano minerali di piombo ricco in argento e zinco. L’attività estrattiva ebbe corso anche durante il periodo spagnolo, come testimoniato dal toponimo Sa Sedda de Monty Luponi attribuito alla zona da un documento risalente al 1628.

L’avvio delle moderne attività estrattive

Tuttavia, solo nel XIX secolo vi furono le condizioni per l’avvio di attività estrattive più economiche e moderne. Il 18 giugno del 1850 si costituita a Genova la Società di Monteponi Regia Miniera presso Iglesias. Successivamente la neonata società si aggiudicava in un’asta pubblica lo sfruttamento della miniera di Monteponi per la durata di trent’anni a fronte di un canone annuo di 32.000 lire.

Nel volgere di pochi anni, la Monteponi, presieduta dal banchiere Paolo Antonio Nicolay, assumeva un ruolo di primo piano nel contesto industriale della Sardegna.

Il giacimento di minerale piombo argentifero, di notevole consistenza, era quasi intatto sebbene coltivato da lungo tempo. Come rammentava Quintino Sella, erano presenti “numerose strade sia ferrate che ordinarie, laverie meccaniche e vasti magazzini”, retaggio dei precedenti tentativi di sfruttamento razionale del ricco filone.

Fu il valente Ingegnere Guido Keller, esule austro-ungarico, ad impostare in pochi anni i lavori più urgenti, indicando il sito ove realizzare la laveria. Si aprirono nuovi tratti di galleria, si costruirono diversi fabbricati e numerosi piccoli impianti di trattamento.

L’arrivo di Baudi di Vesme

Nel 1862 Carlo Baudi di Vesme, insigne studioso e patriota, assumeva la presidenza della Società di Monteponi. In virtù del suo lungimirante ricorso ad opere indubbiamente nuove nella tecnica mineraria del tempo, l’attività estrattiva e le varie lavorazioni conobbero un  formidabile sviluppo. Si ampliarono gli scavi, si diede corso alla sperimentazione di nuove lavorazioni del materiale, si migliorarono le condizioni di lavoro dei minatori. Nel 1867 si scoprì la calamina in notevoli quantità.

La ferrovia

Successivamente, su idea dello stesso Baudi di Vesme, fu realizzata una ferrovia a scartamento ridotto per il trasporto sulla costa del materiale minerario. Nel 1871, con l’arrivo di tre locomotori commissionati in Inghilterra, la ferrovia Gonnesa-Portovesme iniziava il suo regolare servizio.

Pozzo Sella

Tra il 1872 e il 1874 veniva realizzata l’imponente struttura di Pozzo Sella finalizzata a risolvere il problema dell’eduzione delle acque sotterranee presenti nel bacino metallifero dell’Iglesiente che impedivano di sviluppare in profondità le operazioni di scavo e di estrazione.

I prospetti esterni dell’edificio mostravano un certo pregio architettonico. I vasti ambienti interni ospitavano le pompe di eduzione e le macchine a vapore con le relative caldaie. Successivamente vi saranno attrezzate l’officina meccanica, le forge e la falegnameria

La Galleria Re Umberto I

Vero capolavoro di ingegneria mineraria fu l’apertura nel 1889 di una galleria di scolo lunga quasi 5 km che da Monteponi raggiungeva la spiaggia di Funtanamare. Progettata dall’ingegner Erminio Ferraris, ed intitolata al Re Umberto I, risolse definitivamente l’annoso problema dell’eduzione delle acque sotterranee che irrompevano nelle gallerie impedendo il lavoro in miniera.

Lo sviluppo nel XX secolo

All’inizio del 900 la miniera annoverava oltre 15.000 addetti. A causa della crisi economica degli anni Trenta, l’attività e gli utili della Monteponi conobbero la prima significativa flessione.

La Seconda Guerra Mondiale portò al collasso le attività estrattive. Solo nel 1944, con il sostegno del comando Alleato in Sardegna, fu possibile la progressiva ripresa degli impianti. Le grandi produzioni degli anni Cinquanta e Sessanta rappresentarono l'apice della vita di Monteponi.

I decenni successivi videro il suo lento declino. Dopo oltre un secolo di attività, con il mutare dello scenario economico internazionale e le produzioni inesorabilmente fuori mercato, negli anni Ottanta si avviava la progressiva chiusura degli impianti.

L’Archivio Storico Minerario dell’IGEA SpA

Nel dicembre del 2012 è stato inaugurato l’archivio Storico Minerario di IGEA SpA, realizzato con il contributo del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna. L’archivio, sicuramente il più importante e ricco della Sardegna è ospitato nei fabbricati, ex magazzini centrali della Società di Monteponi oggi perfettamente restaurati. La sua estensione, davvero ragguardevole, è di 2400 mq, cui si aggiungono gli oltre 2000 mq dei depositi esterni.

La documentazione custodita occupa circa 5800 metri lineari per un totale di oltre 50.000 faldoni. La tipologia dei documenti è varia e si compone di decine di migliaia di disegni, carte e piani minerari, carte geologiche, progetti di impianti, disegni di macchinari e attrezzature, fabbricati civili, disegni di strade, porti, e attività sociali e poi libri matricola, cartelle personali, documentazione amministrativa e commerciale. Importante anche la dotazione fotografica su luoghi e vicende minerarie, frutto anche donazioni di privati. Sono infine presenti migliaia di libri e pubblicazioni inerenti tematiche minerarie oltre ad una importante emeroteca di oltre 20.000 riviste tecniche e scientifiche provenienti da ogni parte del mondo.

L’archivio  è stato dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza Archivistica per la Sardegna, nel settembre del 1994, dichiarazione aggiornata nel dicembre del 2006 con l’integrazione dei vari fondi archivistici recuperati dal disciolto EMSA e da altre acquisizioni.

 

Gli impianti della Miniera di Monteponi negli anni 80 del XIX secolo

Gli impianti della Miniera di Monteponi alla fine del XIX secolo

 

Inaugurazione della Ferrovia di Monteponi

Monteponi alla fine del secolo scorso

 

L'imponente mole dell'edificio di Pozzo Sella nei primi ani del 900

L'imponente mole dell'edificio di Pozzo Sella nei primi anni del 900

 

Le guardie di Monteponi negli anno 80 del XIX secolo. Si trattava di reduci delle campagne risorgimentali come testimoniato dalle decorazioni esibite sul petto

Le guardie di Monteponi negli anno 80 del XIX secolo. Si trattava di reduci delle campagne risorgimentali come testimoniano le decorazioni esibite sul petto

 

gli impianti della miniera negli anni 10 del secolo scorso

Gli impianti della miniera negli anni 10 del secolo scorso

 

Monteponi nel 1937

Monteponi nel 1937

 

Veduta degli impianti e degli alloggi degli impiegati nel 1937

Veduta degli impianti e degli alloggi degli impiegati nel 1937

 

Monteponi nel 1950

Monteponi nel 1950

 

L'ingresso degli impianti di Monteponi nel 1960

L'ingresso degli impianti di Monteponi nel 1960

 

La fonderia di piombo

La fonderia di piombo nei primi anni del secolo scorso

 

Minatori e operai di Monteponi alla fine del XIX secolo. Notare i bambini, normalmente impiegati in alcune lavorazioni

Minatori e operai di Monteponi alla fine del XIX secolo. Notare i bambini, spesso impiegati in alcune lavorazioni

 

1960. Viale Monteponi a Iglesias

1960. Viale Monteponi a Iglesias

 

Il campo sportivo "Monteponi" a Iglesias inauguratoil 20 giugno 1948 dove gioca lo storico Football Club Monteponi Iglesias

Il campo sportivo "Monteponi" a Iglesias inaugurato il 20 giugno 1948 dove gioca lo storico Football Club Monteponi Iglesias

 

Veduta aerea degli impianti della miniera

Veduta aerea degli impianti della miniera

(Foto di Gianni Alvito)

 

Monteponi veduta impianti con fanghi rossi

Gli impianti di Monteponi con le imponenti discariche note come "Fanghi rossi". Si tratta di una testimonianza delle attività metallurgiche degli impianti della miniera. La colorazione rossa è legata alla presenza di notevoli quantità di ferro

 

Il castello del Pozzo n. 13, oggi noto come Pozzo Giovanni Paolo II in ricordo della visita che il Pontefice vi compì nel 1985

Il castello del Pozzo n. 13, oggi noto come "Pozzo Giovanni Paolo II" in ricordo della visita che il Pontefice vi compì nel 1985

 

L'ingresso della Galleria Villamarina

L'ingresso della Galleria Villamarina

 

Il suggestivo percorso sotterraneo della Galleria Villamarina

Il suggestivo percorso all'interno della Galleria Villamarina

 

L'elegante Pozzo Sella, oggi restaurato e aperto al pubblico a cura dell'omonima Associazione Culturale

L'elegante struttura del Pozzo Sella, oggi restaurata e aperta al pubblico a cura dell'omonima Associazione Culturale

 

Storici macchinari oggi esposti al pubblico

Storici macchinari esposti al pubblico

 

La Chiesa di Santa Barbara a Monteponi. Un tempo ospitava la Casa del Fascio

La Chiesa di Santa Barbara a Monteponi, inaugurata nell'aspetto attuale nel 1945. L'edificio, realizzato nel 1936, era destinato ad ospitare la Casa del Fascio

 

Foresteria di Monteponi

Il monumentale affresco di Aligi Sassu (1950) dedicato al lavoro in miniera che campeggia in una sala della Foresteria Monteponi

 

18 ottobre 1985. Papa Giovanni Paolo II in visita alla Miniera di Monteponi

18 ottobre 1985. Papa Giovanni Paolo II in visita alla Miniera di Monteponi

 

4 dicembre 2012. La cerimonia di inaugurazione dell'Archivio Storico Minerario di Monteponi

4 dicembre 2012. La cerimonia di inaugurazione dell'Archivio Storico Minerario di Monteponi

 

Una veduta dell'importante archivio storico

Una veduta dell'importante Archivio storico

 

La giornalista Antonella Di Luzio con Pietro Tocco, a suo tempo responsabile dell'Archivio storico, durante la registrazione di un ciclo di trasmissione che l'emittente Videolina dedicò al Parco Geominerario nel 2013

La giornalista Antonella Di Luzio con Pietro Tocco, a suo tempo responsabile dell'Archivio storico, durante la registrazione di un ciclo di trasmissioni che l'emittente televisiva Videolina dedicò al Parco Geominerario nel 2013

 

Monteponi 2008. Il comitato d'onore del Convegno organizzato dal Parco Geominerario dedicato al turismo sostenibile

Monteponi, novembre 2007. Il comitato d'onore del Convegno organizzato dal Parco Geominerario dedicato ai cambiamenti climatici e al turismo sostenibile

 

La Miniera di Monteponi ha ospitato importanti eventi culturali. Mare e Miniere 2010. Un momento del grande concerto Il colore del Maestrale curato dal musicista Mauro Palmas

La Miniera di Monteponi ha ospitato importanti eventi culturali. Rassegna Mare e Miniere 2010. Un momento del grande concerto Il colore del Maestrale curato dal musicista Mauro Palmas, Direttore Artistico della Rassegna

 

La lapide che ancora oggi ricorda il lungo periodo di occupazione trascorso in una galleria di Pozzo Sella da parte di numerosi minatori, attivisti e semplici cittadici allo scopo di sollecitare la costituzione del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

La lapide che ancora oggi ricorda il lungo periodo di occupazione trascorso in una galleria di Pozzo Sella da parte di numerosi minatori, attivisti e semplici cittadini allo scopo di sollecitare la costituzione del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

 

 

Testi, fotografie e documentazione storica, Alberto Monteverde, Gianni Alvito, Arch. Parco Geominerario