Salta il menu di scelta rapide e vai al contenuto

Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

Torna alle scelte rapide

Semaforo di Capo Sperone - Sant'Antioco

Sul colle che domina Capo Sperone, in località Sa guardia de su Turcu, sono visibili gli interessanti ruderi dell’ottocentesco semaforo. La felice posizione del sito, posto a 176 metri di altezza, consente un formidabile colpo d’occhio che giunge sino a Capo Teulada, abbracciando un considerevole tratto di mare. Il luogo fu scelto dalla Regia Marina sul finire del XIX secolo per l’installazione di una postazione semaforica e telegrafica destinata al controllo dell’accesso al Golfo di Palmas. I lavori per la costruzione della nuova struttura cominciarono nel 1887 ad opera dell’impresario Giuseppe Mossa. Non disponendo di acqua corrente, furono realizzate delle capienti cisterne per la conservazione dell’acqua. Successivamente furono attrezzati dei generatori con motore a scoppio per la fornitura della necessaria energia elettrica.

Nel 1914 la postazione era dotata di una potente stazione radio affidata ai semaforisti della Regia Marina. Nell’aprile del 1918, durante la prima guerra mondiale,  l’opera fu cannoneggiata dal sommergibile tedesco UB 48 agli ordini del Comandante Wolfgang Steinbauer, subendo danni all’antenna.

Nel corso della seconda guerra mondiale la struttura fece parte della maglia d’avvistamento aeronavale predisposta dalla Regia Marina. Il posto d'avvistamento era collegato mediante rete telefonica al Centro Raccolta Notizie - C.R.N. -  di Giba che a sua volta aveva il compito di trasmettere le notizie raccolte al Comando Tattico Dicat (difesa contraerea territoriale) di Cagliari. Per quel che riguarda il presidio, era costituito da un sottufficiale, in genere un capo segnalatore di 1ª classe, e sei marinai.

A conferma della rilevanza del sito, a poca distanza dal semaforo, ma quasi al livello del mare, era operativa la batteria antinave Sogliuzzo, allestita dalla Marina nella seconda metà degli anni 30 del 900. Nella primavera del 1943 il personale tecnico della Luftwaffe tedesca installò nei pressi del semaforo una postazione radar Freya per il tempestivo avvistamento delle formazioni aeree statunitensi provenienti dal nord Africa. Con il nome in codice Stier - Toro - l'impianto entrò in servizio il 14 aprile 1943.  Per la sua difesa la Luftwaffe installò due postazioni armate con mitragliere da 20 mm, mentre il Regio Esercito vi dislocò la III compagnia del 396° Battaglione Costiero di stanza nell’isola. All’indomani dell’armistizio la postazione radar fu smantellata dai soldati germanici in ritirata. Nel dopoguerra l’opera continuò ad essere presidiata dal personale della Marina Militare, concludendo la sua lunga vita operativa il 31 dicembre 1957.

Descrizione dell’opera

Il monumento si presenta oggi in precarie condizioni per via del lungo abbandono e dei consueti, insensati atti vandalici. L’interessante corpo di fabbrica consta di due parti. La prima si presenta come un edificio a pianta rettangolare con tetto a doppia falda, all’interno del quale sono presenti alcuni vani funzionali all’attività del semaforo ed alla vita del personale di servizio. La seconda parte, rivolta a sud, è costituita da un singolare corpo, di forma semicircolare nella parte anteriore. Visto di fronte, l’aspetto è quello di una torre d’avvistamento costiero con tanto di cordolo e lastrico d’armi sul quale in passato si ergeva l’antenna dell’apparato radio. All’interno è presente la sala operativa a pianta circolare ove si aprono sette ampie finestrature dalle quali è possibile tenere agilmente d’occhio un ampio tratto di mare. Una elegante scala di ferro consente di raggiungere la terrazza superiore ove si trova un vano d’avvistamento con tetto a doppia falda. La particolare foggia dell’edificio rammenta l’odierno aspetto della Torre Cala Caterina di Villasimius, con i necessari adattamenti adibita a semaforo dalla Regia Marina nella seconda metà del XIX secolo, oggi sede del Teleposto Capo Carbonara dell’Aeronautica Militare Italiana. Nei pressi del corpo di fabbrica principale sono presenti delle altre costruzioni fatiscenti, un tempo verosimilmente adibite a soggiorno e alloggio per il personale.

Informazioni utili

Viabilità: Provenendo dal centro abitato di Sant’Antioco si percorre la strada in direzione delle spiagge verso la località Canai (costa Sud-Occid. dell’isola). Proseguire per 1 km sino a trovare un bivio: qui dirigersi a sinistra verso la costa in direzione di Capo Sperone.

Accessibilità: abbastanza agevole, raggiungibile con vettura propria e un breve percorso a piedi in salita. Dal sito si gode uno straordinario colpo d'occhio sulla vicina costa e sul mare.

Visita: libera. Tuttavia si sconsiglia l’accesso all’interno del fabbricato.

Tempo della visita: circa 1 ora

Bibliografia

A. Monteverde - E. Belli, Ad Quartum Lapidem. Insediamento e difesa del territorio nella Sardegna meridionale, Cagliari 2001

A. Monteverde - E. Belli, Guerra! La Sardegna nel secondo conflitto mondiale, Cagliari 2003