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Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

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 L’inquinamento nel Sulcis Iglesiente Guspinese, area storica e di grande rilevanza industriale, ma ancora in stand-by

 

Iglesias, 8 maggio 2019

Le notizie di ulteriori discariche prodotte dai residui di lavorazione provenienti dall’esterno dell’Isola e che usano quel poco di residuo industriale ancora presente nel Sulcis per raffinare gli scarti di altre industrie, recuperando una parte di residua ricchezza e trasferendo le scorie, ad alto rischio ambientale, in discariche locali, sono senza dubbio preoccupanti.

Un problema, questo degli scarti di lavorazione, che ci trasciniamo da tempo. Dopo la nascita del Parco Geominerario Storico Ambientale si riuscì ad inserire le aree del Sulcis - Iglesiente e Guspinese fra le aree ad alto rischio ambientale d’Italia, (Dm Ambiente del 18 Settembre 2001, n.468) entrando così a far parte del Programma Nazionale di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati.

Tale Programma prevedeva il finanziamento costante sino a completa bonifica. Nel 2001 arrivava il primo stanziamento di 39,66 miliardi di vecchie Lire, con la previsione per il 2002 e 2003 di ulteriori 24 miliardi. Purtroppo da allora nulla si è fatto a causa del pasticcio politico di emarginare l’unico ente regionale nato per attuare le bonifiche e titolare delle aree da disinquinare: l’IGEA S.p.a, a totale controllo regionale.

Forse l’Ente regionale non godeva di buona salute per affidarli l’arduo compito, così si andò alla costituzione di un’Associazione Temporale di Imprese che si fece carico anche dei 500 lavoratori, a suo tempo impegnati nel lavoro propedeutico di preparazione delle aree del novello Parco. Insomma una lunga storia che non ha consentito di attuare un metro quadro di bonifica, mentre l’IGEA S.p.a, risanata, ha iniziato a operare, vedi il caso della miniera aurifera di Santu Miali a Furtei.

A stipendio regionale abbiamo anche un’altra società, la Carbosulcis, che ha promosso le bonifiche delle arre di pertinenza e sviluppato processi di ricerca con risultati di altro valore scientifico e produttivo. Vedi il “Progetto Spirulina”, l’alga azzurra più diffusa ed impiegata nel mondo nel campo alimentare, integratori proteici, cosmetici e coloranti naturali per alimenti e non, il “Progetto Aria”, un nuovo metodo di produzione di isotopi stabili e arricchiti come l’idrogeno, il boro, il carbonio, l’azoto, l’ossigeno e lo zolfo, nonché il progetto “Energy Store”, un sistema di accumulo di energia nel sottosuolo. Si tratta di due importanti realtà che con il supporto delle Università sarde potrebbero governare un nuovo processo industriale sul recupero delle discariche minerarie e non.

Ancora oggi si attendono gli appalti milionari di due bonifiche affidate ai Comuni di Iglesias e di Guspini nelle aree di Rio San Giorgio ad Iglesias e l’area di Levante a Montevecchio - Guspini. Costituiti esclusivamente da stoccaggi ed impermeabilizzazioni che non risolvono il problema trasferendolo alle future generazioni.

Le due società suddette, finanziate con risorse nazionali e non regionali, in concorso con le Università, a supporto della ricerca, potrebbero rappresentare la mente ed il governo di una nuova “era industriale”, mentre le braccia potrebbero offrirle i numerosi disoccupati  e le aziende che gravitano intorno alle aree minerarie, almeno per quelle attività non complesse e che potrebbero necessitare di tecnologie non presenti sul territorio.

 Prof. Tarcisio Agus