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Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

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La ferrovia elettrica di Cala Domestica

Nell’ottobre del 1904 si inaugurava una innovativa ferrovia elettrica destinata al trasporto del minerale dagli impianti di Acquaresi alla vicina costa. Si trattava della prima linea elettrificata della Sardegna, una delle prime in Italia. 

Il tracciato prendeva l’avvio dai cantieri di Scalittas, dove era operativa anche una laveria, scendeva sino alla confluenza del Gutturu Sartu, giungendo infine a Cala Domestica dove erano stati adattati a magazzini i locali dell’antica tonnara ed era presente un piccolo porto con calata d’imbarco. Qui il minerale veniva caricato su bilancelle ed avviato al porto di Carloforte per esser stivato in più capaci navi da trasporto.

La linea era lunga complessivamente km 4,800 ed aveva uno scartamento di mm 600. Una serie di ponti in pietra consentivano il superamento di alcuni modesti avvallamenti. Le rotaie erano assicurate alle traversine di legno mediante arpioni metallici.

Il parco rotabile era costituito da una motrice elettrica “Arthur Koppel” da 3 tonnellate di fabbricazione tedesca, mossa da due motori elettrici pilotati da un controller, in grado di assicurare una velocità massima di 15 km orari a vuoto. La motrice era inoltre dotata di freno elettrico, freno a mano e campana d’allarme.

L’energia elettrica, condotta da due fili aerei di rame supportati da pali di legno posti alla distanza di 25 metri l’uno dall’altro, era captata da un pantografo di derivazione tranviaria. La tensione della linea era di 220 Volt generata dal movimento di una dinamo azionata da una motrice a vapore.

Il convoglio tipo era costituito da sei o sette carri a tramoggia, recanti ciascuno all’incirca una tonnellata di minerale. L’intero percorso veniva in genere coperto in 30 minuti alla velocità di 10 km all’ora.

L’intera linea fu smantellata nel secondo dopoguerra. Del tracciato sopravvivono oggi solo alcuni ponti in pietra.